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L'ok dopo 10 ore: smantellare l'arsenale di Hamas, ritorno dei rapiti, un nuovo governo civile. L'Idf inizia i piani. I jihadisti: "L'occupazione non sarà un pic nic"
C'è il via libera del governo israeliano all'occupazione totale di Gaza. Dopo una riunione fiume del gabinetto di sicurezza, durata 10 ore, tra schermaglie e scontri, è stata approvata la proposta del primo ministro Benjamin Netanyahu. L'esercito, che aveva sollevato obiezioni sulla fattibilità e la pericolosità del piano, ora si prepara a conquistare anche le aree della Striscia che finora aveva lasciato libere. L'esecutivo dello Stato ebraico va avanti nonostante gli avvertimenti dei generali, secondo cui l'operazione metterebbe a rischio la vita degli ostaggi rimasti, oltre a innescare un disastro umanitario.
Il disegno prevede lo sfollamento di circa un milione di civili palestinesi e il controllo di Gaza City. Per la conquista dell'enclave ci vorranno almeno quattro o cinque mesi. La nota diffusa dall'ufficio di Netanyahu enumera i cinque principi per la fine della guerra: "Smantellamento dell'arsenale di Hamas, ritorno di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, smilitarizzazione della Striscia, controllo della sicurezza da parte di Israele su Gaza, istituzione di un'amministrazione civile alternativa, che non sia né Hamas né l'Autorità palestinese". Ma Netanyahu ha subito precisato: "Non occuperemo la Striscia, la libereremo da Hamas". Un alto funzionario israeliano ha riferito che "l'obiettivo è evacuare tutti i residenti di Gaza City entro il 7 ottobre 2025 (data del secondo anniversario del massacro di Hamas)". L'esercito israeliano controlla circa tre quarti di Gaza e quasi tutti i suoi 2,1 milioni di cittadini si trovano in quel quarto del territorio che l'Idf non ha preso. I rischi della nuova impresa sono molti. Per esempio, sempre meno riservisti, che costituiscono il grosso delle forze combattenti israeliane, si presentano in servizio. Le scorte di munizioni e pezzi di ricambio dell'esercito si stanno esaurendo. E c'è stato un aumento dei suicidi tra i soldati.






