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Il governo approva la road map per la conquista di Gaza City, dal disarmo di Hamas al rilascio degli ostaggi. Critiche dall’Idf e dalle famiglie dei rapiti, che ora temono nuove vittime
Dopo una maratona negoziale durata oltre dieci ore, il Gabinetto di guerra israeliano ha approvato nelle ultime ore la proposta del primo ministro Benjamin Netanyahu per l'evacuazione e l'annessione di Gaza City, come primo passo verso il pieno controllo militare dell’intera Striscia.
La decisione è giunta nonostante le forti riserve espresse dal capo di stato maggiore delle Forze armate, generale Eyal Zamir, che ha avvertito dei gravi rischi per gli ostaggi ancora in mano ad Hamas e per la popolazione civile. Zamir, infatti, avverte che un’operazione di questo tipo metterebbe in pericolo la vita degli ostaggi, oltre che logorare un esercito provato da quasi due anni di conflitto continuo. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha espresso la sua delusione per il piano su Gaza avanzato dal primo ministro. Lo riferiscono fonti del ministero a Ynet, secondo cui "la proposta può forse sembrare positiva, ma è solo una ripetizione del passato. Non si tratta di un'operazione per conquistare la Striscia, ottenere un pieno controllo militare del territorio e arrivare a una vittoria, l’unico modo per garantire il successo e riportare a casa gli ostaggi, bensì di un'azione mirata e pericolosa il cui unico scopo è riportare Hamas al tavolo dei negoziati".






