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Dal 7 ottobre 2023 gli ambienti sociali, i media, sono arruolati e hanno trasformato le vittime in aguzzini. Fino a giustificare l’assassinio contro di loro

La Shoah è già fra noi, solo l’esistenza di Israele crea oggi uno sbarramento al tentativo di eliminare il popolo ebraico che nei secoli si è presentato sotto varie forme. La memoria è ormai senza contenuto, la nebbia che temeva Saul Friedlander quando descriveva lo sterminio degli ebrei. Presso le élite hitleriana e la popolazione tedesca, l’atteggiamento antiebraico fu nei primi tempi quello di una tacita condiscendenza. Nel dicembre del 1938 Victor Klemperer, lo storico che ha testimoniato lo sterminio giorno dopo giorno, parla di un poliziotto che si era sempre dimostrato persino cordiale. Per strada gli passa davanti «guardando fisso davanti a sé, distaccato: nel suo comportamento quell’uomo rappresentava 79 milioni di tedeschi». Oggi se un ebreo incontra i soliti amici, entra in un negozio in qualsiasi città, partecipa al consiglio di classe o di condominio, questo è il comportamento. Mentre i giornali riportano la strage di ebrei a Manchester o a Bondi o di una caccia ai tifosi o delle botte alle università odi infermiere che buttano i medicinali israeliani...