Dall’osservazione del contesto europeo alla volontà di portare in Italia il modello del riuso temporaneo di spazi in abbandono e propagarlo coinvolgendo pubblico, privati, università e associazioni sul territorio. L’associazione Temporiuso, fondata da Isabella Inti e Giulia Cantaluppi nel 2009, è stata pioniera del movimento di rigenerazione e riuso di spazi abbandonati in Italia e oggi supporta amministrazioni, privati e associazioni nella concretizzazione di progetti di riuso, anche temporanei. Nel tempo è diventata una società di consulenza e progettazione e il master internazionale Must Master Temporary Uses al Politecnico di Milano, di cui partirà una seconda edizione nel 2026/27.

«La nostra esperienza all’estero – da Rotterdam a Berlino, passando per Bruxelles – ci ha mostrato quanto sia importante una gestione intelligente e coraggiosa degli spazi vuoti», spiega Isabella Inti. «Ricordo le prime sperimentazioni fatte grazie a bandi e festival milanesi – afferma Cantaluppi – da cui è nata la necessità di redigere un manifesto etico e una metodologia di riuso degli spazi». La metodologia di Temporiuso – confluita nel volume «Temporiuso, Manuale per il riuso temporaneo di spazi in abbandono, in Italia» (2014) – si fonda su sette mosse, dalla mappatura capillare degli spazi e degli utenti potenziali, fino alla definizione delle vocazioni temporali e dei criteri di gestione condivisa. Una base su cui ogni città deve poi lavorare, per adattare il modello alle proprie specificità.