Una riqualificazione urbana e ambientale capace di restituire valore agli spazi, un forte impulso all’inclusione sociale e ai servizi di prossimità, la rigenerazione del patrimonio storico come leva per creare nuove identità comunitarie, la nascita di economie locali sostenibili e, naturalmente, l’integrazione di tecnologie smart orientate alla riduzione delle emissioni. Spazi che non solo si abitano, ma che si scelgono — e che diventano motori di nuove opportunità di vita per intere comunità.

Parte da Napoli una nuova visione della riqualificazione urbana. Una visione che da Scampia tocca altre zone degradate come l'ex scalo Ravone a Bologna, Santa Maria della Pietà a Roma, i voltini di Sampierdarena a Bologna, l'ex Città del Ragazzo a Messina. Luoghi degradati che stanno vivendo nuova gioventù grazie ad una visione napoletana racchiusa nelle parole di Emanuele Di Palo, CEO di Piloda Building, divisione di Piloda Group e player nazionale nella realizzazione di infrastrutture e costruzioni sostenibili. Si tratta dell'attuazione dei Piani Urbani Integrati (PUI), gli interventi del PNRR destinati alla rigenerazione delle periferie metropolitane tanto nell’ambito degli edifici civili e industriali, tanto nel restauro e la manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela, richiedendo competenze specifiche per beni culturali e vincolati, con requisiti di esperienza diversi e più stringenti per il restauro rispetto all'edilizia generale.