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5 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:13
A dieci giorni dall’accordo politico sui dazi raggiunto con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, Donald Trump torna ad alzare i toni il Vecchio Continente. In un’intervista alla Cnbc, il presidente Usa ha minacciato di alzarli sui prodotti europei dal 15% concordato al 35% nel caso Bruxelles non rispetti gli investimenti promessi in beni statunitensi. Per un ammontare quantificato in 650 miliardi di dollari, poi arrotondati a 600, che l’Ue si sarebbe impegnata a spendere negli Stati Uniti: “Siamo di nuovo un Paese ricco – ha chiosato il tycoon – e quei soldi possono essere indirizzati dove voglio io”. Non sono mancate intemerate contro altri big, a partire dall’India, attaccata perché importa petrolio russo e minacciata per questo di un aumento “sostanziale” delle tariffe. Minacce “illegittime”, per il Cremlino.
Da Bruxelles, un alto funzionario ha ammesso che “ci saranno ulteriori turbolenze” commerciali con Washington, ma ha sostenuto che per l’Ue il dazio onnicomprensivo del 15% fissato come tetto valido per tutti i settori è una “polizza assicurativa”. Intanto resta buio fitto sulle eventuali esenzioni settoriali. Di certo, fanno sapere da Bruxelles, vino, superalcolici e birra non beneficeranno da subito di una salvaguardia. Un funzionario Ue ha spiegato che non è possibile mirare ad avere dazi zero sul vino esportato negli Usa, anziché la tariffa Mfn (nazione più favorita), perché sarebbe necessario per l’amministrazione Trump passare per l’approvazione del Congresso, dove la maggioranza sarebbe incerta.














