Eccoci ad "Occhio al caffè", la rassegna stampa politicamente scorrettissima curata da Daniele Capezzone. E oggi, martedì 5 agosto, "sono due i temi a dominare sulle prime pagine. Per un verso la decisione francamente fragile, discutibile, poggiata su fondamenta labili che hanno preso i magistrati del tribunale dei ministri sul caso-Almasri, che hanno chiesto l'archiviazione del premier e il processo per il sottosegretario Alfredo Mantovano nonché per Matteo Piantedosi e Carlo Nordio", premette il direttore editoriale di Libero.
"Francamente - riprende - pensare che su una faccenda così delicata come quella del libico il presidente del Consiglio sia stato tenuto all'oscuro è una tesi che non sta in piedi. Giorgia Meloni ha reagito con orgoglio, spiegando che diversamente da altri, ovvero da Giuseppe Conte, rivendica la responsabilità politica delle cose fatte. A destra c'è un po' di retorica sull'assedio delle toghe, ma c'è anche materia su questa retorica: la ragione di fondo è chiaramente dalla parte di Meloni", rimarca il direttore. "Sul lato sinistro invece ci si alterna tra 'è Meloni che aggredisce i magistrati' o trovare un esponente di centrosinistra che faccia il finto tonto e parli d'altro. Il tema non è Almasri, se è buono o cattivo, ma il ragionamento fatto dai magistrati", ricorda Capezzone.
















