Un affondo a tutto campo, quello della premier. Anche se al centro dei riflettori resta il caso Almasri. E mentre in maggioranza prevale la cautela nel commentare l'arrivo alla Camera delle carte del Tribunale dei Ministri, è ancora Meloni a dettare la linea. "Io non sono Alice nel Paese delle Meraviglie, sono il capo del governo e non sono neanche, diciamocelo, un Conte qualsiasi che faceva finta di non sapere che cosa facesse il suo ministro degli Interni", ribadisce nell'intervista al Tg5. Una posizione espressa già nei giorni scorsi, e che la premier tiene a rafforzare: "Considero surreale la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano, che hanno agito nel rispetto della legge e per tutelare la sicurezza degli italiani". Una linea che il centrodestra si prepara a riaffermare in vista del voto di settembre sul caso Almasri. Tra le fila della maggioranza non sembrano emergere perplessità: nella Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, e poi in Aula, la maggioranza voterà per il diniego dell'autorizzazione. E quindi per difendere l'immunità dei membri del governo. Quando, con il loro voto, dovranno stabilire se ministri e sottosegretari abbiano agito o meno nell'interesse nazionale, i deputati non avranno dubbi. Il centrodestra serra così i ranghi nel momento in cui torna a manifestarsi qualche preoccupazione sulle possibili ricadute politiche della vicenda.