Meloni e il caso Almasri: riformiamo la giustizia, mi aspettavo conseguenze

La premier al Tg5: «Una situazione assurda, i ministri non governano a mia insaputa». Sull’immigrazione i sospetti di un «disegno politico» delle toghe

giovedì 7 agosto 2025 di Andrea Bulleri

Sguardo dritto in camera, poi l’affondo: «Su alcune decisioni della magistratura vedo un disegno politico».

Specie «su quelle che riguardano l’immigrazione». Giorgia Meloni parla nel day after della pubblicazione delle carte del Tribunale dei ministri sul caso Almasri. Lo fa per difendere l’operato del governo: i ministri Nordio e Pianteodosi e il sottosegretario Mantovano, per i quali il tribunale chiede il processo, «hanno agito nel rispetto della legge per difendere la sicurezza degli italiani», rivendica la premier nell’intervista all’edizione serale del Tg5. Poi, la nuova stoccata ai giudici: «Non mi sfugge che la riforma della giustizia procede a passi spediti». E «diciamo così, ho messo in conto eventuali conseguenze».