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Il verbale dell'interrogatorio preventivo dell'ex uno dell'urbanistica di Palazzo Marino. Le sue parole non hanno convinto il giudice Mattia Fiorentini: Tancredi è finito ai domiciliari giovedì scorso

"Leggendo le carte, le chat tra alcune persone, col senno di poi potrei dire: 'certo, forse avrei fatto meglio a non farlo". L'ex assessore Tancredi provava a difendersi così davanti al giudice preliminare Mattia Fiorentini che doveva decidere sul suo arresto chiesto dalla procura di Milano. Il riferimento è a una "disponibilità a parlare" delle proposte sui "nodi" e le porte metropolitane dell'allora presidente della Commissione paesaggio, Giuseppe Marinoni. Una difesa che non è servita, così come non sono bastate le sue dimissioni: per il gip le esigenze cautelari sussistevano comunque. La richiesta di metterlo ai domiciliari - avanzata anche nei confronti dell'ex numero uno di Coima (ha rimesso le deleghe operative) Manfredi Catella (per gli altri quattro indagati i pm avevano chiesto il carcere) era stata motivata dalla procura con oltre 400 pagine costellate di chat whatsapp, mail, documenti.