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Tancredi interrogato: "Ho sempre agito nell'interesse del Comune e ho voluto io Marinoni alla guida della Commissione paesaggio perché era il più competente"

Ci spieghi, chiede il giudice, che ruolo ha avuto il sindaco Beppe Sala nella nomina del presidente della Commissione paesaggio. È il momento cruciale della giornata di ieri. Davanti al giudice preliminare Mattia Fiorentini e al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano c'è Giancarlo Tancredi, fino a lunedì assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, costretto alle dimissioni dall'incriminazione per corruzione nell'inchiesta che vede indagato anche il sindaco Sala. La Procura vuole mettere Tancredi agli arresti domiciliari, nonostante le sue dimissioni dalla carica e anche dall'impiego in Comune, perché - spiega ieri Siciliano al giudice - potrebbe comunque continuare a delinquere. Ma è chiaro che l'obiettivo della Procura è arrivare più in alto: al sindaco che ha scelto di restare al suo posto, rivendicando di avere "le mani pulite", ma che per la Procura era il perno del governo ombra della città, quello dove sedevano politici, costruttori, progettisti.