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Secondo la procura era un "suo interesse per perpetuare la posizione di potere che aveva all'interno della commissione per il paesaggio"

Oggi è stato depositato l'appello della procura di Milano al Tribunale del Riesame per il caso dell'Urbanistica di Milano e, in particolare, per il cosiddetto Pirellino. L'udienza di riesame è fissata per il 12 agosto e secondo i pm l'ex presidente della commissione Paesaggio del Comune di Milano, Giuseppe Marinoni, si era "convinto a mutare le sue determinazioni amministrative per la evidente convenienza di non compromettere le relazioni con il livello politico (assessore/sindaco) che gli avevano già garantito la posizione di potere che ricopriva".

La procura ha deciso di proporre l'appello per il mancato riconoscimento del reato di induzione indebita da parte del gip nell'ordinanza con cui ha disposto 5 arresti domiciliari nell'inchiesta sull'urbanistica. Secondo i pm, infatti, questa sarebbe l'utilità per cui avrebbe ceduto alle presunte pressioni sulla vicenda del Pirellino. Questo filone d'inchiesta vede indagati, oltre a Marinoni, Manfredi Catella, Stefano Boeri, Giancarlo Tancredi e il sindaco Giuseppe Sala. L'impugnazione della procura riguarda solo la parte dell’ordinanza del gip Mattia Fiorentini in cui non sono stati riconosciuti i "gravi indizi" sul reato di induzione indebita perché pur esistendo il "pressing" da parte di Sala-Tancredi su Marinoni, dopo le minacce di "rottura" di Catella-Boeri, all’ex presidente della commissione non sarebbe stata prospettata alcuna "utilità" o vantaggio "personale" dal modificare il parere sul Pirellino in favorevole condizionato.