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A spiegarlo oggi alla stampa dopo giorni di notizie contrastanti sono stati i vertici della Procura di Milano, nella persona del procuratore Marcello Viola e del procuratore aggiunto Roberto Pellicano
Non c’è nessuna ipotesi di reato a carico del governo per la vicenda della scalata a Mediobanca e alle Generali da parte dei gruppi Caltagirone e Luxottica. A spiegarlo oggi alla stampa dopo giorni di notizie contrastanti sono stati i vertici della Procura di Milano, nella persona del procuratore Marcello Viola e del procuratore aggiunto Roberto Pellicano. Sul tema cruciale dell’inchiesta che vede Caltagirone e l’amministratore di Delfin Milleri accusati di ostacolo alla vigilanza e di patto illecito i magistrati hanno spiegato che la procedura con cui il ministero dell’Economia mise sul mercato il 7% di azioni del Monte dei Paschi di Siena fu anomala ma non illegale.
Nell’inchiesta del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza che ha portato alle perquisizioni e ai sequestri della settimana scorsa la ABB, la procedura accelerata di collocamento sul mercato che vide un pacchetto di azioni del Monte dei Paschi di Siena finire nelle mani di Caltagirone ed Delfin, fu il passo cruciale per consentire poi ai due gruppi di partecipare all’assalto a Mediobanca culminato nella offerta pubblica di scambio coronata da successo nel settembre scorso.






