In oltre trent’anni di vita politica mi sono ritrovato in molte situazioni diverse, piacevoli e non, ma quella in cui rimasi veramente male fu quando non venni nominato ministro nel governo Berlusconi. Dopo la caduta del governo Prodi II nel 2008, al termine della XV legislatura in cui ero stato senatore d’opposizione, ci furono le elezioni e fu Berlusconi a indicarmi capolista al Senato in Piemonte. Il centro destra vinse le elezioni e, contando sul fatto che all’epoca ero anche coordinatore regionale, ero fiducioso di poter ricoprire un ruolo in un dicastero, poiché avevo maturato un’esperienza decennale come Presidente della Regione ed ero stato Presidente della conferenza dei Presidenti per cinque anni. Inoltre, ritenevo che nell’ambito di quel Governo ci dovesse essere un riconoscimento politico del Piemonte per quello che la nostra regione rappresentava sul piano economico e sociale.
Enzo Ghigo: «Berlusconi mi voleva ministro, ma al governo andò Galan. La svolta con il cinema»
L'ex governatore del Piemonte rivela: «Lasciai la politica e scrissi a Silvio. Le mie dimissioni in una lettera, lui ci rimase male». La svolta? La nomina a presidente del Museo Nazionale del Cinema







