Quando il commissario Auricchio (Lino Banfi) - nel film cult Fracchia la belva umana - intona «Non sono frocioooone, non mi chiamo Frì Frì», lui c’è ed è lì, al suo fianco nei panni del vice De Simone. Come è con Adriano Celentano quando - ne Il bisbetico domato - la bellissima Ornella Muti, in auto, si toglie il reggiseno. E ancora. Recita con Beppe Grillo in Scemo di guerra, con Carlo Verdone in Un sacco bello, con Nino Manfredi in Spaghetti house e con Jerry Calà in Professione vacanze, tanto per citare solo alcuni degli 80 film interpretati. Sì, perché Sandro Ghiani è stato uno dei principali caratteristi degli Anni ‘80 e ’90, il sardo timido e un po’ impacciato che riusciva a far ridere (ma anche commuovere in alcune pellicole più serie come I dimenticati o Passione d’amore) pur parlando pochissimo. Sandro ora ha 72 anni, si è tolto dal cinema e ha cambiato totalmente vita: si gode la pensione in campagna a Bracciano - tra gli animali e il verde -, dove vive e gestisce 6 ettari di terreno con 300 piante di olivi.

Sandro Ghiani, che relax all’ombra di questo albero.

«Quando mi sono trasferito qui in campagna con mia moglie Rosa, nel 2006, c’era solo lui: il resto lo abbiamo costruito poco alla volta».