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S'inventò un'epica medievale, soffrì la fame, morì suicida: è il primo artista maledetto
Nel 1904, per La Nuova Rassegna di Firenze, Ettore Allodoli scrive un ispirato profilo di Thomas Chatterton (1752-70). Il poeta morto per scelta neppure diciottenne aveva finito per incarnare l'idolo del genio ribelle alle coercizioni della società, il primo maudit della storia. Allodoli amico di Giovanni Papini e poi Accademico d'Italia ce lo descrive "ambizioso e orgoglioso", grave di "generosa baldanza" e "indipendenza di idee". Non poté non impuntarsi nel mito, di elisabettiane oscurità: "ritiratosi dalla vita brillante presso un fabbricante di manifatture in Brookstreet nelle vicinanze di Londra, visse alquanto in silenzio finché un giorno, dopo avere orgogliosamente rifiutato un pranzo che il padrone di casa gli offriva, la fame, le delusioni e la disperazione lo costrinsero ad uccidersi. Quasi nessuno parlò della sua morte e il suo corpo fu sepolto nella fossa comune".






