Questa è una storia di pure coincidenze. Stiano quindi alla larga scaramantici e stregoni. Ma è rimasta molto chiacchierata nei corridoi di Palazzo di Città. «Ricevi le chiavi e poi...». E poi qualcosa improvvisamente cambia: in una sorta di parabola discendente. Dai fasti di personaggio illustre, che riceve l’ambito riconoscimento cittadino, sino al dimenticatoio. C’è una lunga lista di personaggi pubblici - cantanti, attori, artisti, intellettuali, scrittori e anche qualche politico - che in questi anni ha ricevuto a Bari le chiavi della città. Un’alta onorificenza che i Comuni e i sindaci concedono per prassi a persone, non residenti o magari native, che con la loro carriera e il loro impegno in svariati ambiti hanno dato lustro alla comunità e al Paese . Insomma, è un simbolo di amicizia e di condivisione di ideali. Ma alcune volte a Bari - sono casi isolati, sia chiaro - non è proprio andata bene.

Si pensi a Jean Francois Gillet, portiere biancorosso. Le chiavi gli vengono consegnate nel settembre 2010 da Michele Emiliano. Due anni dopo, con tanto di restituzione del simbolo al sindaco, Gillet finirà nell’inchiesta calcioscommesse dalla quale poi uscirà assolto. E che dire di Gianfranco Fini. Sempre a fine 201o le chiavi - con Emiliano travolto dalle polemiche politiche bipartisan - toccano all’allora presidente della Camera. Negli anni successivi sarebbero poi arrivati gli inciampi giudiziari sulla storia della casa a Montecarlo e l’esilio dal centrodestra di Silvio Berlusconi.