Geografia elettorale

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Bologna, 2 agosto 2025 – Bologna non dimentica. Cambia il percorso del corteo, causa lavori del tram, ma non mancano gli applausi lungo via Ugo Bassi e via Marconi, tra commozione e dolore. E la consapevolezza, dopo 45 anni, di aver in mano le prove, grazie alle sentenze passate in giudicato su Gilberto Cavallini e Paolo Bellini che hanno svelato la verità di una strage neofascista che fece 85 vittime e oltre 200 feriti.

Il 2 agosto, però, resta senza pace. E non sono mancate le polemiche, culminate in un botta e risposta alla stazione tra Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, e la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, in rappresentanza del governo.

Il sindaco Matteo Lepore, dal palco di piazza Medaglie d’Oro, ricorda l’importanza “del 2 agosto per tutta l’Italia”, “l’importanza delle sentenze grazie alle quali conosciamo mandanti, esecutori e organizzatori”. Da qui, “verità e giustizia sono parole scolpite nel cuore della nostra città” e “nessuno potrà raccontare la strage in modo diverso”. Bolognesi, nel suo ultimo atto alla guida dell’Associazione dei familiari (il testimone passa al suo vice, Paolo Lambertini), tra applausi e l’abbraccio del sindaco (“sei stato una quercia per tutti noi”) torna all’attacco dell’esecutivo. E di fronte a un piazzale della stazione gremito, ripercorre i legami con l’Msi di molti protagonisti della stagione del terrorismo nero. Tira in ballo Giorgia Meloni perché “una cosa è il rispetto per le istituzioni, un’altra l’accettazione di riscritture interessate della storia”. Il presidente si rivolge alla premier (tra i fischi dalla piazza), ribadendo che “condannare la strage di Bologna senza riconoscerne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”. Meloni, a differenza dell’anno scorso, evita polemiche. Ma se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla in merito alla strage della stazione “di un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista”, la premier glissa sulla “matrice neofascista”. Meloni parla di “terrorismo feroce” e definisce “il 2 agosto una delle pagine più buie della storia”, poi tende la mano “in un clima di collaborazione con le associazioni dei familiari delle vittime”. Bolognesi, però, tira dritto. E in piazza tornano i fischi, indirizzati al presidente del Senato, Ignazio La Russa, “che partecipò al funerale del terrorista Nico Azzi”.