Gennaio 2025
A 45 anni dalla strage alla stazione c’è l’ultima verità sui mandanti e gli esecutori dell’attentato costato la vita a 85 persone (e 200 feriti): Licio Gelli “finanziò la strage”, Paolo Bellini “il 2 agosto 1980 portò la bomba in stazione”. Il timbro è della Corte d’assise d’appello che a gennaio chiarisce il ruolo avuto dai gruppi neofascisti, dal capo della loggia P2 e dai vertici piduisti dei servizi segreti italiani. Ruolo che Paolo Bolognesi, lasciando la guida a Paolo Lambertini, nuovo presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime, ricorderà al governo Meloni alla vigilia della commemorazione, il 2 agosto.
Il presidente della Repubblica Mattarella dichiara che la strage è stata un “segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile”. Dal palco tuona Bolognesi: “Tutti gli stragisti sono passati dall’Msi”.
Febbraio 2025
Il Comune presenta il conto: rincaro dei biglietti del bus, con annesse polemiche. E lottano le “perline”, le operaie della Perla, per il posto di lavoro. A febbraio in Salaborsa inaugura la mostra che celebra la loro tenacia: “Sorelle d'Italia: il lusso di resistere”. Vinceranno, dopo una lunga lotta. Ai primi di dicembre l’annuncio: tutte assunte da “La Perla Atelier”, la nuova società controllata dal miliardario americano Peter Kerr. Natale amaro invece per i dipendenti della Woolrich, oltre cento i trasferimenti previsti da Bologna a Torino.






