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Ultimo aggiornamento: 9:27

Dovevano essere dei normali scavi per la posa della fibra ottica, è diventato un museo. Accade a Gela, città siciliana che si affaccia sul mar Mediterraneo, dove durante i lavori avviati da Open Fiber, è venuta fuori una necropoli greca di età arcaica, perfettamente conservata, probabilmente risalente al VI-VII secolo avanti Cristo.

Così, nella città tra le più ricche dal punto di vista archeologico, dove negli anni passati il patrimonio sotterraneo è stato sacrificato a favore dello sviluppo industriale, è stata posta una lastra trasparente che permetterà a turisti e curiosi di poter ammirare la necropoli dei bambini, in via Di Bartolo. Da questa lastra calpestabile si potranno osservare 10 tombe di bambini intatte, un ritrovamento così prezioso che ha portato la stessa società che stava svolgendo gli scavi alla decisione di finanziare i lavori.

La scoperta avvenuta nel 2019, infatti, ha fatto cambiare i piani a Open Fiber, che ha investito circa 500mila euro nel progetto, spostando i lavori in un’altra zona della città, preservando quel patrimonio inestimabile, d’accordo con la Soprintendenza di Caltanissetta. “La musealizzazione della necropoli di via Bartolo segna un nuovo percorso nella valorizzazione dei beni archeologici del territorio – ha detto Daniela Vullo, soprintendente ai beni culturali di Caltanissetta – in questo caso la collaborazione tra pubblico e privato è stata fondamentale, con l’apporto economico di Open Fiber che si è rilevato determinante. Dal canto suo, la Soprintendenza ha fornito il supporto scientifico e soprattutto la sorveglianza archeologica. Quest’ultima ha avuto un ruolo centrale, a causa, in particolare, degli sversamenti fognari nell’area dei ritrovamenti, incidenti che hanno imposto per ben due volte di dover rifare lo scavo”.