Vittoria affetta da malattia rara, testimonial di speranza per i giovani di Tor Vergata: «Vivete sempre a colori come me»

La storia parte dalla Sicilia e arriva nella Capitale

sabato 2 agosto 2025 di Franca Giansoldati

Nel paesino di Buccheri, 1700 anime arrampicato sui monti Iblei, in Sicilia, la speranza ha un nome e si chiama Vittoria.

Lei, seduta alla sua scrivania, cerca di catturare tutte le immagini che può che le arrivano dal suo pc, anche se sono sfocate, quasi delle ombre. Avrebbe voluto essere a Tor Vergata al Giubileo dei Giovani, mescolandosi tra la grande folla con lo zaino in spalla, assieme ai suoi coetanei per ascoltare la musica e applaudire il nuovo Papa, Leone XIV, sulla immensa spianata in cui è stato allestito un grande palco. Ma a questa ragazzina diventata l'emblema concreto della speranza il viaggio dalla Sicilia a Roma non le è stato permesso. Sarebbe stato troppo faticoso e complicato per via della gravissima malattia genetica e rara chiamata Acidemia Metilmalonica con Omocistinuria, conosciuta come CBLC, da cui è affetta dalla nascita. I medici quando venne alla luce diedero ai genitori la peggiore delle notizie che un padre e una madre possano ricevere, difficilmente la loro neonata sarebbe sopravvissuta. La piccina diede però subito prova di avere riserve miracolose di energie. I medici poco dopo ripeterono alla famiglia che era improbabile che potesse oltrepassare i due anni di vita. E poi i tre anni, e poi i cinque, fino ad arrivare a oggi che ne ha dodici. La speranza ha davvero un volto e si manifesta in un sorriso vivace, due grandi occhi neri, un viso da madonnina.