Il Galaxy Z Fold7 è chiuso. Consulto sul display esterno alcune mail, controllo un paio di siti di news, rispondo rapidamente a 3 whatsapp che mi sono arrivati. Una notifica su Teams mi avvisa che un collega chiede di verificare un file Excel che mi condivide. A questo punto apro lo smartphone e inizio a spulciare il fogli di calcolo su grande display interno da 8 pollici. Noto che devo intervenire e modificare un paio di dettagli, lo faccio e rimando indietro il file corretto. Già che ci sono do un’occhiata a Instagram: sul maxi-schermo immagini e e video occupano tutta la dimensione del display, sopratutto del formato 16:9 che ho impostato per il social. Meglio non perdere tempo però, richiudo il display e riprendo a utilizzare lo schermo esterno.
Questa è una routine di lavoro/svago assolutamente normale su uno smartphone pieghevole nel formato a libretto: l’alternanza tra i due display - quello verticale sulla cover e quello interno, grande quasi come un iPad mini e in formato all’incirca quadrato - è l’idea di chi ha creato questi dispositivi sfruttando i display flessibili. Fino a prima del Fold7 però questa era una routine quasi più teorica che realistica. Beninteso, milioni di persone nel mondo usano quotidianamente pieghevoli a libretto (quelli a conchiglia sono tutt’altra partita), da anni. Ma finora hanno dovuto sopportare piccoli e grandi fastidi, a partire da dimensioni e peso fastidiosamente superiori agli smartphone tradizionali. Con il Fold7 che - anticipiamolo - non è comunque privo di peccati e peccatucci, Samsung fa entrare in una nuova era i pieghevoli a libretto. La partita con uno smartphone tradizionale candybar («a barretta», così si chiama il formato), ora si gioca ad armi pari in quasi tutti i campi (fotocamera e prezzo esclusi, e non è poco), a partire da peso e dimensioni. Stiamo usando il Galaxy Z Fold 7 da qualche giorno prima del lancio (qui tutte le novità e il video) e ora possiamo trarre le nostre conclusioni su un telefono che, a suo modo, lascia un segno nell’asfittico mercato degli smartphone di oggi e, per la nicchia dei pieghevoli a libretto, marca un prima e un dopo.










