“Che ne pensi di questo smartphone?”.
È la domanda che abbiamo rivolto a diversi passanti nel cuore pulsante di Manhattan, il giorno dopo il lancio ufficiale del Galaxy Z Fold 7. In mano, un esemplare del nuovo pieghevole di Samsung. La scena: il caos ordinato della Grande Mela, clacson, caffè da asporto, un caldo appiccicoso che si riflette sui vetri dei grattacieli. Il contesto perfetto per mettere alla prova un dispositivo pensato per affrontare la vita vera, quella che corre e non aspetta.
Ai newyorkesi abbiamo semplicemente chiesto un’opinione. Nessuna presentazione, nessuna spiegazione. Solo un gesto: “Take a look”. Lo hanno preso tra le mani, lo hanno rigirato, osservato, valutato il peso. “Nice phone”, dicevano. Alcuni hanno apprezzato immediatamente la colorazione Blue Shadow, elegante e magnetica. Ma quasi nessuno ha fatto quello che, in teoria, sarebbe il gesto più naturale con un foldable: aprirlo.
Ed è lì che è arrivata la sorpresa.
Quando svelavamo il trucco – mostrando che quel telefono si apriva come un libro, trasformandosi in un piccolo tablet – le reazioni cambiavano all’istante. Occhi sgranati, espressioni di stupore. Alcuni ridevano increduli. Non perché non sapessero che esistono i pieghevoli, ma perché non avevano capito che quello fosse uno di loro.










