Schermi uniti da una cerniera, dimensioni generose e possibilità di sfruttare i due display per questioni di lavoro e divertimento.

Gli smartphone pieghevoli sono ancora una nicchia - secondo gli ultimi dati degli analisti di Counterpoint Research rappresentando solo l'1,5% delle vendite di smartphone in Europa nel primo trimestre del 2025 - ma Samsung è pioniera rispetto ai big del settore. E' arrivata alla settima generazione del suo modello pieghevole con il lancio del suo Galaxy Z Fold 7.

Non è solo una questione estetica

Se la promessa della tecnologia di consumo è quella di rendere più smart ma anche facile la vita di tutti i giorni, il Fold 7 incarna tale assunto. Entra nella tasca dei jeans e nella borsa. E migliora la cerniera, ora più dura e resistente e si riduce la visibilità della piega nel mezzo dei due pannelli, ma ci sono anche due "downgrade", almeno all'apparenza. Il primo è il ritorno del forellino che distingue la fotocamera interna. In realtà la causa è l'aumento della risoluzione di quest'ultima, con la necessità di eliminare lo stratagemma del sensore posto sotto lo schermo per riportarlo visibile. Poi l'assenza del supporto alla S Pen, il pennino che accompagna molti dei dispositivi Samsung, dagli "Ultra" ai tablet. Qui la motivazione pare essere un caso d'uso poco frequente per i clienti del Fold. Chi vuole il pennino compra un Galaxy S Ultra ma è abbastanza chiaro che avere un tratto della punta su un doppio schermo apribile sarebbe continuata ad essere una bella opportunità per chi è solito prendere appunti in mobilità, disegnare, colorare. La questione è semmai tecnica: eliminando il sovrapannello compatibile con la S Pen Samsung ha guadagnato altro spazio per ridurre lo spessore.