Mentre le bare si allineavano alle bare nella tragica stazione di Bologna, ridotta ad un cumulo di macerie fumanti e sanguinose, la tesi dell’incidente fortuito ha perso forza ora dopo ora. Un sospetto atroce prendeva corpo, sulla base di una serie di notizie sempre più precise: la natura dell’esplosione; la circostanza che sotto alla zona più colpita, quella delle sale d’aspetto, non vi fossero né depositi di gas né caldaie, ma un terrapieno; il perfetto ordine delle tubazioni sottostanti. Poi, poco prima di mezzanotte, si è avuta la prova che qualcuno, qualche orrendo demonio, aveva freddamente preparato ed attuato una strage di innocenti.

Questo povero paese, dopo un anno di sofferenze, di paure e di duro lavoro, stava finalmente tirando il fiato e si preparava al breve riposo dell’estate. Proprio ieri, milioni di italiani stavano lasciando i luoghi di residenza, diretti verso il mare e il sole delle vacanze. Bologna e la sua stazione ferroviaria erano, come sempre, uno dei centri di questo immenso corteo di famiglie, di giovani, di anziani, di nonne, di bambini. E a Bologna è avvenuto il fatto orrendo.

La strage di Bologna e la matrice negata

di Lirio Abbate

Sarà forse una coincidenza, ma il 4 agosto ricorre il triste anniversario d’un'altra strage: quella del treno “Italicus”. E sarà forse un’altra coincidenza, ma l’altro ieri era stata emessa la sentenza di rinvio a giudizio per Tuti e gli altri imputati di quel sanguinoso attentato che presenta, se non altro negli effetti, sconcertanti analogie con quello attuale.