"Per le due persone che si sono autoaccusate del reato sarà contestata la premeditazione".
Lo ha detto, all'ANSA, il procuratore aggiunto di Udine, Claudia Danelon, in relazione al delitto di Gemona. L'applicazione dell'aggravante, rispetto all'omicidio volontario e all'occultamento di cadavere, sarà proposta nell'udienza di convalida davanti al Gip, in programma domani. "Non possiamo fornire alcun altro elemento - ha aggiunto Danelon - la vicenda è molto delicata e prima della conclusione degli accertamenti non possiamo asserire se ci siano state responsabilità preponderanti nel delitto di un'indagata rispetto all'altra".
Una immagine di Alessandro Venier tratta dal suo profilo Facebook
"Sono stata io e so che ciò ho fatto è mostruoso": è quanto ha ammesso, di fronte al magistrato che la stava interrogando, Lorena Venier, la donna di 61 anni, di Gemona (Udine), che ha confermato di aver ucciso e fatto a pezzi il figlio Alessandro, di 35 anni.
"La mia assistita ha reso piena confessione di fronte al sostituto procuratore che l'ha interrogata - ha confermato, all'ANSA, l'avvocato Giovanni De Nardo, che patrocina la sua difesa - Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto". La donna ha agito assieme alla convivente del figlio.












