«Sono stata io e so che ciò ho fatto è mostruoso» è quanto ha ammesso, di fronte al magistrato che la stava interrogando, Lorena Venier, la donna di 61 anni, di Gemona (Udine), che ha confermato di aver ucciso e fatto a pezzi il figlio Alessandro, di 35 anni. «La mia assistita ha reso piena confessione di fronte al sostituto procuratore che l'ha interrogata - ha confermato, all'ANSA, l'avvocato Giovanni De Nardo, che patrocina la sua difesa - Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto».

La vittima aveva 35 anni ed era disoccupato. Viveva mantenuto dalla mamma Lorena, di 62 anni. Quest’ultima lavora come infermiera caposala all’ospedale, dove teneva corsi per Oss frequentati pure dalla nuora - Marylin Castro Monsalvo, cittadina colombiana, 30 anni – prima di rimanere incinta del compagno. A gennaio la nascita della bambina, circostanza che non avrebbe modificato il comportamento di Venier, che avrebbe continuato a non darsi troppo da fare.

Il suo sogno era di andare a vivere in Colombia e magari entrare nella Legione straniera, diceva. Per il momento faceva lavoretti saltuari mentre i suoi atteggiamenti in famiglia, a quanto è trapelato, sarebbero diventati intimidatori e violenti. Pare anche che abusasse di alcolici.