"Sono stata io e so che ciò ho fatto è mostruoso": è quanto ha ammesso, di fronte al sostituto procuratore di Udine Giorgio Milillo che la stava interrogando, Lorena Venier, la donna di 61 anni, di Gemona (Udine), che ha confermato di aver ucciso e fatto a pezzi il figlio Alessandro, di 35 anni.

"Piena confessione”

"La mia assistita ha reso piena confessione di fronte al sostituto procuratore che l'ha interrogata", ha confermato l'avvocato Giovanni De Nardo, che patrocina la sua difesa. “Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto". La donna ha agito assieme alla convivente del figlio. Entrambe sono state rinchiuse nel carcere del Coroneo a Trieste. Oggi l'avvocato vedrà la sua assistita in carcere in quanto "molti aspetti della vicenda devono ancora essere chiariti". “La sua preoccupazione principale”, ha riferito ancora De Nardo, “è stata quella per la nipote di 6 mesi, consapevole che forse non rivedrà mai più la bambina". L'udienza di convalida dell'arresto dovrebbe tenersi lunedì.

"La figlia che non ho mai avuto”

"Mailyn è la figlia femmina che non ho mai avuto", ha poi detto Lorena Venier al magistrato. "Forse in questo legame eccezionale”, spiega l’avvocato De Nardo, “può esserci la base e la spiegazione di ciò che è accaduto, anche se non intendo specificare altri particolari, che appartengono al segreto istruttorio".