«Avrei lasciato i suoi resti in un bosco in montagna, come avrebbe desiderato». È uno dei passaggi più agghiaccianti forniti al pm da Lorena Venier, l’infermiera di 61anni di Gemona che si è assunta la responsabilità dello scempio sul figlio. «Mi sono occupata da sola del “depezzamento” di Alessandro: ho utilizzato un seghetto — ha raccontato — e un lenzuolo per contenere il sangue e l’ho sezionato in tre pezzi. Non ci sono stati schizzi, per questo hanno trovato tutto in ordine». Mailyn era nella stanza accanto: «Teneva in braccio la figlioletta, ed è ricomparsa per spostare le tre parti del corpo nel bidone sistemato nell’autorimessa». La madre pensava che «con il tempo si sarebbe consumato»: «Successivamente lo avrei portato in montagna per abbandonarlo lì, dove lui diceva che voleva fossero destinate le sue spoglie. In questo modo avrei esaudito il suo desiderio».
Omicidio di Gemona, Lorena e il figlio fatto a pezzi: «Lo abbiamo soffocato insieme, poi io ho pensato al corpo sezionandolo in tre pezzi»
Il racconto della donna al pubblico ministero: «Mailyn lo ha messo nel bidone. In un secondo momento io lo avrei portato in montagna, come avrebbe desiderato»










