Se la decisione ridisegna i poteri
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La compagna istiga, la mamma organizza, insieme lo uccidono, lo fanno a pezzi e lo nascondono in un bidone con...
La compagna istiga, la mamma organizza, insieme lo uccidono, lo fanno a pezzi e lo nascondono in un bidone con calce viva. È la cronaca di quanto accaduto a Gemona (Udine) nelle notte di venerdì 25 luglio, quando, come ha detto Lorena Venier, "abbiamo fatto qualcosa di mostruoso". La vittima, il 35enne Alessandro Venier (foto), sabato 26 si sarebbe trasferito definitivamente in Colombia, portandosi dietro la compagna Mailyn Castro Monsalvo e la loro bimba di sei mesi. Doveva fuggire dall’Italia prima che una condanna per lesioni personali gravi – risalente a molti anni fa, per un episodio extra familiare – diventasse definitiva impedendogli l’espatrio. Secondo quanto ha riferito la madre, Lorena Venier, "la vita di Mailyn era in pericolo: o agivamo subito oppure all’estero, senza di me, l’avrebbe finita".
Stando al loro racconto, infatti, le violenze sulla compagna erano all’ordine del giorno. Pestaggi durissimi, che per fortuna hanno sempre risparmiato la neonata. E quando Mailyn ha capito che il viaggio in Colombia sarebbe stato di sola andata ha proposto l’azione: "Dobbiamo ucciderlo prima". La suocera ha iniziato i preparativi. Dopo l’ennesima lite "lo abbiamo narcotizzato con un farmaco sciolto in una limonata – ha spiegato la donna agli investigatori – ma era rimasto reattivo. Allora gli ho fatto un’iniezione di insulina. Abbiamo provato a soffocarlo. A quel punto Mailyn ha preso i lacci delle sue scarpe e lo ha finito".











