Equipe 'di transizione' dedicate agli adolescenti affetti da psicopatologia conclamata o in fieri, di età fra i 14/16 ed i 20/22 anni, specializzate anche nei nuovi fenomeni di dipendenza in crescita tra i giovani. Ed ancora: nuove figure come quella del Case Manager, il cui obiettivo è fornire un supporto personalizzato al paziente, permettendo ai servizi di salute mentale di prendersi cura in modo adeguato dei casi gravi.
Sono alcune delle novità del nuovo Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale Pansm 2025-2030, a cura del Tavolo tecnico per la salute mentale, trasmesso dal ministero della Salute alla Conferenza unificata Stato-Regioni per l'approvazione.
Secondo gli psicologi, in questo nuovo Piano si è voluto però scegliere una visione che punta troppo all’aspetto psichiatrico della cura. Una via che rischia di compromettere l’equilibrio tra le dimensioni biologica, psicologica e sociale che dovrebbe guidare ogni politica pubblica sulla salute mentale.
La Conferenza Stato-Regioni
In vista della prossima seduta della Conferenza Stato-Regioni, nella quale sarà discusso il Piano Nazionale di Azione per la Salute Mentale, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha trasmesso ufficialmente al Ministero della Salute, alla Conferenza Stato-Regioni, ai presidenti di regioni e province e ai loro assessori, una nota di proposte di modifica e di emendamenti per correggere alcune criticità rilevanti contenute nel testo.








