In Italia ci sono troppa bellezza e troppe testimonianze del passato. Ovviamente, nella vita è meglio avere troppo che troppo poco, ma tutto questo “rumore di fondo” rende difficile valorizzare ogni singola zona del Paese come meriterebbe: è arduo fare concorrenza a Roma o a Venezia o a Firenze eccetera. Però poco alla volta i valori emergono, e negli ultimi anni hanno trovato il modo di affermarsi sulla scena nazionale e internazionale anche le città del Barocco nella Sicilia sudorientale, che sono state riconosciute come Patrimonio dell’Unesco.
Qui sopra l'ufficio di Montalbano e nella foto in alto l'edificio che nella serie televisiva ospita il Commissariao di Vigata ma che in realtà è il Municipio di Scicli. Il profilo alla finestra è quello dello scrittore Andrea Camilleri (foto di Luigi Grassia)
C’è un motivo per cui le chiese e i palazzi di questa zona dell’isola hanno una coerenza di stile legata al Barocco: nel 1693 un terremoto di proporzioni bibliche fece crollare tutto e impose nei decenni successivi una ricostruzione completa, che fu realizzata nel primo Settecento nello stile tardo-Barocco che andava di moda allora.
Imponente ed elegante: così si presente Duomo di Modica, intitolato a San Giorgio (foto di Luigi Grassia)









