«C’è qualcosa d’immorale nel non voler soffrire per la perdita della bellezza, per la patria rotolante verso chi sa quale sordido inferno di dissoluzione, non più capace di essere lume nel mondo», scrisse Guido Ceronetti nel suo Un viaggio in Italia. Ed è davvero sordido l’inferno verso cui rotolano nel più omertoso silenzio le rovine e i rottami di quello straordinario patrimonio di archeologia industriale che furono per Lipari lo scavo, il recupero e la lavorazione prima dell’ossidiana nera e lucente e poi della pomice bianca, dura e leggera (usata duemila anni fa perfino per il tetto del Pantheon) che fin dall’antichità furono la ricchezza delle Eolie.
Storie dai luoghi della pomice: la memoria tradita di Lipari
Degrado e speculazione nelle cave dell’isola. Un docufilm di Marco Mensa ed Elisa Mereghetti, con Davide S. Sapienza, le racconta: lunedì 28 la presentazione






