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4 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:28
Lo sappiamo bene che nella nostra epoca (geologicamente mi sento di dire che siamo nell’Antropocene) spesso gli interventi sul territorio sono giustificati non tanto per il loro valore per la collettività, quanto perché creano lavoro. Ma altrettanto spesso questi interventi lasciano segni indelebili sul territorio stesso.
Questa è anche la storia della Cava di Lipari, una cava di un bianco abbacinante, una cava di pomice, visibile benissimo dal mare sia da nord, sia da est. Una cava che si è mangiata parecchi chilometri quadrati del Monte Pilato, un vulcano spento, dalle cui eruzioni nacquero i depositi di pomice, e le colate di ossidiana. La cava è “per Lipari una ferita clamorosa” come ricorda Pietro Lo Cascio, guida naturalistica dell’isola.






