Dalle zanzare del Burkina Faso a quelle romane, il passo è stato breve. Anzi, brevissimo. Il gruppo di ricerca della professoressa Alessandra della Torre, docente di parassitologia alla Sapienza, ha cominciato lavorando sulle zanzare vettrici di malaria dell'Africa. Poi i cambiamenti climatici hanno fatto il resto. E Roma è diventata una città da studiare.

Professoressa, Roma è una città a rischio di malattie portate dalle zanzare?

«Sì, lo è. Per due ordini di ragioni: la presenza di tanti turisti e tanti viaggiatori che provengono da regioni in cui sono presenti malattie come la febbre causata dal virus Dengue che possono essere trasmesse da questi insetti».

Nello studio pubblicato da Nature Communications Medicine (il cui gruppo editoriale è tra i più autorevoli in ambito scientifico, ndr), come è nata la selezione dei quartieri?

«L'analisi è partita nel 2012 per capire quali fossero le condizioni ecologiche in grado di avvantaggiare la zanzara tigre. E notammo già allora che la loro presenza era maggiore in piccole aree verdi all'interno di contesti urbanizzati. Un valore superiore a quello dei grandi parchi o di aree a maggiore densità di residenti. Nel 2023 - un anno con temperature record - abbiamo ripetuto lo studio e notato che le temperature più elevate hanno comportato un generale aumento della specie e del rischio di trasmissione di virus come Dengue e Chikungunya».