Paese che vai, zanzara che trovi. Ma per effetto della globalizzazione, quindi dei lunghi e frequenti viaggi di uomini e merci nei diversi continenti, capita anche di trovarle tutte nello stesso paese. Succede all’Italia che sta ospitando colonie di zanzare che trasmettono i temuti virus di Dengue, Chikungunya e West Nile.

Un tempo, non molto lontano, queste infezioni venivano definite “esotiche” o “rare”. Ma oggi, con la complicità dei cambiamenti climatici e dei movimenti migratori di uccelli e insetti, occupano le prime pagine dei giornali e sono entrate di diritto tra le preoccupazioni dei cittadini che hanno cominciato a conoscere le arbovirosi.

Ma cosa sono? Si tratta di malattie infettive causate da virus che vengono trasmessi all’uomo e ad altri animali attraverso artropodi vettori come zanzare, zecche, attraverso la puntura o il morso. Il virus non si trasmette da uomo a uomo.

La diversa origine dei virus e dei nomi

I nomi delle infezioni, Dengue, Chikungunya, West Nile , richiamano a mondi e lingue lontane. La Dengue è conosciuta anche come “febbre spacca ossa” per i dolori che provoca proprio a livello dello scheletro, mentre il termine Chikungunya, di origine africana, significa “ciò che curva o contorce” per i particolari dolori articolari che costringono a una posizione difensiva e immobile. Per queste due infezioni la responsabile è la zanzara di genere Aedes, la cosiddetta “zanzara tigre”, che si è diffusa in Italia agli inizi degli anni ’90, quando è sbarcata per la prima volta a Genova insieme a un carico di copertoni dagli Usa. Il nome “West Nile” (Nilo Occidentale), invece, deriva dal distretto dell’Uganda in cui il virus è stato isolato per la prima volta nel 1937, in base al luogo di provenienza di una donna che presentava sintomi febbrili. Il virus, quindi, prende il nome dalla regione in cui è stato scoperto ed è per questo che in Italia è conosciuto anche sotto il nome di “febbre del Nilo”.