Il virus West Nile arriva trasportato dagli uccelli migratori, può albergare in cavalli ed altri animali, ma un grande pericolo è rappresentato anche dalle uova delle zanzare: le femmine infette possono infatti trasmetterlo alle larve e questo tipo di trasmissione ’transovarica’ amplifica pericolosamente la circolazione del virus. Da qui l’importanza delle misure di monitoraggio e sorveglianza sugli animali portatori, per poterli identificare e procedere poi alla disinsettazione dei territori: per fare questo, sono in campo centinaia di veterinari del Servizio sanitario nazionale, impegnati nei territori teatro dei focolai di infezione di queste ultime settimane.
Intanto sono salite a sette le vittime accertate del West Nile in Italia. Tre i decessi nel Lazio, dove il presidente della Regione Francesco Rocca ha annunciato uno stanziamento da un milione di euro per le disinfestazioni contro le zanzare, veicolo del virus. Altrettante le vittime registrate in Campania, dove però, ha rassicurato il governatore Vincenzo De Luca, «c’è attenzione ma non allarme». Le sei vittime di questi giorni si aggiungono al primo caso mortale avvenuto già a marzo in Piemonte, nella provincia di Novara. E mentre sono 31 le province sottoposte a limitazione per la donazione del sangue, i medici di famiglia hanno lanciato una task force contro le infezioni emergenti, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità.











