Carlo Federico Perno, responsabile dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, la diffusione del virus West Nile in Italia è preoccupante?
«Senza dubbio serve attenzione. Nel 2025 sembrano esserci più casi rispetto agli anni precedenti, probabilmente per una serie di casualità che non riguardano il caldo o la quantità di zanzare, ma piuttosto la presenza di uccelli selvatici, serbatoi naturali del virus. E le zone paludose, come l’Agro Pontino o la Pianura Padana, sono maggiormente a rischio. Il virus è trasmesso all'uomo, ma anche ad altri animali (in particolare i cavalli), dalla zanzara Culex, presente in Italia da alcuni decenni».











