PADOVA - Caso grave di West Nile a Monselice. Ad aver contratto il virus è un 54enne di Monselice che si trova ora ricoverato nell'ospedale di Schiavonia.
Stando alle informazioni, l'uomo è stato colpito dal virus nella sua forma più grave, quella neuroinvasiva con meningoencefalite.
West Nile, 5 morti in 48 ore. Limitate le donazioni di sangue, Avis: «In Veneto facciamo da anni il test che intercetta il virus»
La Regione Veneto ha diramato un aggiornamento sulla West Nile, sottolineando che in tutto il territorio è stato attivato lo screening con il test Nat circa le donazioni di sangue e che al momento i protocolli adottati stanno consentendo di contenere i contagi e di garantire l'approvvigionamento di sangue. «In relazione alla recente diffusione di alcuni casi di infezione da virus West Nile sul territorio nazionale, si evidenzia che l’attività di sorveglianza entomologica, regolarmente svolta dal Servizio Zooprofilattico della Regione del Veneto, ha tempestivamente rilevato la presenza del virus in alcuni vettori (zanzare) - precisa la Regione -. Tale evidenza ha consentito di allertare, in data 24 giugno 2025, il Coordinamento regionale per le attività trasfusionali (Crtat), il quale ha provveduto a trasmettere comunicazione ufficiale a tutti i Dipartimenti trasfusionali del Veneto. A partire dal 25 giugno è stato pertanto attivato, in tutti i suddetti Dipartimenti, lo screening mediante test Nat (Nucleic Acid Amplification Test) per la ricerca del virus in tutte le unità di sangue raccolte attraverso donazione. Tale misura preventiva resterà attiva per tutta la durata della stagione estiva, in concomitanza con la presenza dei vettori responsabili della trasmissione del virus. Parallelamente il Centro Nazionale Sangue prosegue nel monitoraggio dei casi positivi rilevati a livello nazionale, fornendo tempestive comunicazioni ai Coordinamenti Regionali, nonché raccomandazioni e misure precauzionali da adottare nei territori interessati. Si sottolinea che il sistema di sorveglianza attiva regionale ha dimostrato efficacia nel contenere l’impatto dell’infezione, consentendo di mantenere stabile il livello di raccolta delle donazioni di sangue e di garantire, anche in questo contesto, l’autosufficienza regionale in termini di disponibilità di emocomponenti».















