Diecimila casi stimati in Italia? Davvero? E quanti sono quelli confermati? Quante le persone che si sono ammalate davvero e quanti i decessi attribuiti direttamente al virus? Siamo davanti a un’emergenza sanitaria reale o a un’ondata di panico costruita su numeri ipotetici e allarmismi mal gestiti? Il virus West Nile è tornato a far parlare di sé, complice una stagione calda e l’allerta lanciata dalle autorità sanitarie. Ma la narrazione che sta prendendo piede rischia di distorcere la realtà. Le stime diffuse da alcuni esperti parlano di almeno 10.000 infezioni, ma i decessi confermati dall’inizio dell’anno sono otto. Intanto, cresce il senso di allarme nell’opinione pubblica, complice una comunicazione poco chiara e a tratti contraddittoria.

Zanzare, non solo West Nile. Possono far ammalare anche i nostri animali (e raramente gli uomini)

07 Agosto 2024

Il dato delle 10mila infezioni: stima o sensazionalismo?

A lanciare il numero è Federico Gobbi, direttore Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia dell'Irccs Ospedale Sacrocuore Don Calabria Negrar che ha dichiarato all’Ansa: “E’ possibile stimare la presenza di almeno 10mila infezioni da virus West Nile, la maggior parte asintomatiche". Il calcolo è effettuato sulla base del numero attuale di decessi registrati nel 2025. Le infezioni, avverte l'esperto, "potrebbero aumentare ma è difficile ipotizzare come andrà, perché questo virus è imprevedibile sia in relazione al target di persone che verrà colpito sia all'andamento”. Dunque, si tratta di una proiezione, non di un dato ufficiale, basata su modelli statistici e sul numero attuale di decessi.