Alessandro Perrella, infettivologo, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive emergenti ad alta contagiosità dell’ospedale Cotugno, perché contagi e decessi da West Nile sono concentrati in un fazzoletto di terra a ridosso delle province di Caserta e Napoli?
«Non dobbiamo dimenticare che si tratta di aree attraversate da percorsi fluviali che possono ristagnare in alcuni punti, tanto che nel passato hanno conosciuto la diffusione della malaria. Non a caso il contagio è presente anche nel basso Lazio. Zone che furono bonificate durante il ventennio fascista. Poi, certo, il cambiamento climatico fa la sua parte».













