Una bomba nucleare. Quando, a dicembre 2023, la Guardia di finanza inizia a scavare sul fallimento della Vita srl e a convocare testimoni, i dipendenti più vicini a Massimo e Cristian Vitali si agitano. Non sono sempre espliciti nelle conversazioni intercettate in parallelo, ma si capisce bene che le vicende attorno alla società vengono vissute con apprensione. È l’allora direttore finanziario Alessandro Negri, pochi giorni prima della sua convocazione, a usare quell’espressione un po’ profetica, «bomba nucleare». Teme cada addosso a Massimo Vitali e concorda con il suo interlocutore: «È matto», dice, a non chiudere «quella posizione là», su Vita. «C’è qualcosa che non quadra».