TREVISO - Un’ordinanza per imporre di tenere illuminata, dalle 17 alle 23, le vetrine dei negozi sfitti. Ma anche per concedere la possibilità di utilizzare i locali vuoti per l’esposizione di prodotti o opere artistiche rigorosamente a porte chiuse e senza obblighi amministrativi. A questo stanno lavorando il sindaco Mario Conte e Rosanna Vettoretti, assessore alle Attività Produttive in collaborazione con Ascom. L’obiettivo è quello dichiarato da tempo: la lotta al degrado, sia in centro storico che nei quartieri. E a Ca’ Sugana hanno deciso di partire dalle vetrine dei negozi ormai vuoti, che in centro purtroppo non mancano. L’impatto di una vetrina buia, magari coperta con dei cartoni, stride con l’immagine di una Treviso turistica e godibile. E fa a pugni col dato di oltre il 90% dei posti letto in città prenotati da turisti in arrivo dall’Italia e dall’estero per passare qualche giorno, soprattutto nei fine settimana, in un centro storico modello bomboniera. Fondamentale quindi dare una sterzata.

Nelle ultime settimane è maturata l’idea di un’ordinanza, condivisa con Ascom. I dettagli sono ancora in via di definizione, ma l’impostazione è già stata trovata. Si parte dall’illuminazione: basta vetrine di locali sfitti pernettemente spente che contribuiscono a generare quegli angoli bui della città che si prestano troppo facilmente a traffici loschi. L’idea è di chiedere di illuminarle obbligatoriamente almeno da metà pomeriggio fino a mezzanotte. In cambio i proprietari, in attesa di trovare l’occasione giusta per avviare un contratto d’affitto, avranno però la possibilità di sfruttare i loro locali per mettere in mostra prodotti e opere d’arte possibilmente di artisti locali e senza alcun obbligo amministrativo. Una concessione che, a prima vista, potrebbe sembrare ininfluente ma che invece potrebbe anche trasformarsi in una piccola fonte di guadagno in grado di coprire i costi dell’illuminazione.