Gira che ti rigira, sono sempre "compagni che sbagliano". Vanno un po' capiti, sono stati travolti dalla rabbia per una "causa giusta". Insomma, non sono violenti ma solo indignati un po' sopra le righe. La tesi è quella di Michele Serra, su Repubblica, ma pure di Luca Casarini che intervistato dallo stesso quotidiano sul pestaggio del cittadino francese di religione ebraica davanti al figlio di 6 anni da un gruppo di persone all'autogrill di Lainate, sulla Autostrada dei Laghi al grido "Palestina Libera" spiega con pacatezza: "Cedere alla rabbia è un regalo a Netanyahu". Tradotto: in questa storia il cattivo è il premier israeliano, non chi picchia un civile che non ha fino a prova contraria nulla a che vedere con quanto sta accadendo in Medio Oriente e che è colpevole solo di avere opinioni differenti.

"Io non ho la biografia giusta per essere uno che giudica, ho fatto anche io tante cose che non rifarei - alza le mani preventivamente Casarini, ex capo degli antagonisti no global a inizio anni Duemila e oggi fondatore della Ong Mediterranea Saving Humans -. È chiaro che hanno sbagliato, ma mi interessa dire un'altra cosa a quelle persone. Il favore più grande che si può fare a chi ha trasformato Gaza in un inferno è cedere a questo odio. Dobbiamo disertarlo proprio perché vogliamo che finisca l'inferno a Gaza. Finché c'è l'odio a comandare, ci sarà il disastro per l'umanità. Dobbiamo praticare il rifiuto delle relazioni violente".