La procura di Milano ha aperto un fascicolo sulla vicenda della famiglia ebrea aggredita in un'area di sosta dell'autostrada Milano Laghi con anche insulti antisemiti. Il reato ipotizzato è percosse aggravate dall'odio razziale.
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L’uomo, un turista ebreo francese, racconta anche che ha avuto "reazioni di solidarietà che mi hanno scaldato il cuore dal mondo ebraico", ma anche un'onda di "messaggi online contro me e mio figlio di odio e violenza". "Sono arrivati insulti antisemiti - ha spiegato all'Ansa - dicendo che dovrei avere un tatuaggio al braccio, che sono autore di genocidio".
L'uomo dice di stare meglio, ma porterà il figlio di sei anni che era con lui "dallo psicologo perché non ha avuto una reazione, è rimasto immobile". "Mio figlio non mi ha chiesto nulla, ma io gli ho spiegato quanto è successo. Gli ho raccontato che ci sono alcune persone cattive a cui non piacciamo. Che quello che è successo è stato un incidente e papà lo ha protetto", racconta.
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