Un caso conclamato di odio antisemita, su cui ora la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta con il reato ipotizzato di percosse aggravate dall'odio razziale. Elie Sultan, il 52enne aggredito da un gruppo di persone domenica in un'area di sosta di Lainate (Milano), davanti al figlio di appena sei anni, ha parlato con Adnkronos definendosi "un guerriero", che non si farà intimorire dall'aggressione subita e continuerà a indossare "con orgoglio la kippah fino alla morte" e tornerà in Italia, per dimostrare a suo figlio che qui "non tutti sono antisemiti". Un "combattente" che però lotterà "per avere giustizia" e per "difendere la comunità ebraica italiana dall'odio antisemita", che si sta diffondendo nella Penisola "come in tutta Europa".