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29 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 12:46

“Mio figlio non smetteva di piangere, eravamo entrambi sotto choc. Non pensavo che accadesse a me e soprattutto in Italia che credevo un Paese tollerante, dove sentirsi al sicuro”. A parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, è il 52enne francese di religione ebraica aggredito nella stazione di servizio a Lainate, nel Milanese, al grido di “Free Palestine” da alcune persone presenti all’autogrill mentre era con suo figlio di 6 anni.

Parte di quanto accaduto è stato ripreso con lo smartphone dallo stesso turista (qui il video): si vedono alcuni avventori inveire contro i due, che in quel momento indossavano la kippah: “Andate a casa vostra, assassini”, “Palestina libera”, sono alcune delle urla che si sentono nel video. Poi, come racconta il 52enne, all’uscita dal bagno alcune persone “si sono scagliati contro di me per farmi cancellare il video. Ricordo che sono stato aggredito mentre ero in piedi. Sono caduto e sono stato colpito con calci e pugni“. Aggressione che gli ha causato ferite lievi e la rottura degli occhiali. “Ho visto bestie selvagge“, ha aggiunto. “Ho cominciato a gridare ‘Police Police Police’ e solo a quel punto si sono fermati e sono ritornati al piano superiore”, racconta ancora l’uomo. Quando la polizia è arrivata “ho avuto però l’impressione che gli agenti minimizzassero l’accaduto, considerando l’aggressione un fatto che capita loro di vedere di frequente”, spiega. Il 52enne e il figlio, intanto sono rientrati in aereo a Parigi. “Mio suocero abita in Francia e la cosa paradossale è che lì non gli era mai successa una cosa del genere, ma gli è successa in Italia”, racconta il genero italiano, che invece si dice non sorpreso da quanto accaduto. “Io ormai da qualche mese esco di casa con un berretto per nascondere la kippah sulla testa. Se non lo faccio, nove volte su dieci mi insultano“, racconta.