«Palestina libera». «Qui non è Gaza, qui siamo in Italia». «Assassini». E ancora: «Andate all’inferno prima o poi». Il video choc dura poco più di un minuto. Elie, 52enne francese di religione ebraica (leggi l'intervista: «Io, picchiato davanti a mio figlio»), registra tutto con il cellulare. È in un autogrill a una ventina di chilometri a Nord di Milano. Sta rientrando dopo una gita sul lago Maggiore con il figlio di 6 anni. Indossano la kippah che attira l’attenzione di altri viaggiatori. Piano piano intorno a papà e bimbo si raduna un gruppetto. Arrivano a una decina. Le minacce si sommano. Il 52enne continua a riprendere. Poi scende qualche scalino verso il bagno. Ma è solo l’inizio. Lo aspettano fuori.