Un messaggio agli estremisti

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Chiara Poggi non era una persona da decifrare. Era trasparente, come la sua vita. Laureata in economia, una relazione stabile, una quotidianità di provincia. Una vittima che, in vittimologia, si definisce a “basso rischio”.

Nella sua esistenza non c’erano varchi. Se il pericolo è entrato, non l’ha fatto con la forza. L’ha fatto con il permesso. Forse ha bussato. Forse ha suonato. O forse era già dentro. Perché la mappa dell’assassino si disegna sempre sul terreno della sua vittima. Se Chiara conosceva chi l’ha uccisa — e tutto lo lascia pensare — siamo davanti a un delitto intimo.