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La nota “traccia di interesse dattiloscopico classificata 33” e l'indagato, Andrea Sempio
Garlasco – "I magistrati italiani non sono preparati a maneggiare i progressi della scienza, e il rischio è che finiscano ostaggio del sapere scientifico, determinando gravi ripercussioni sui diritti degli imputati e la credibilità del processo".
Giuseppe Gennari, giudice del Tribunale di Milano e autore di numerosi articoli e monografie sulla genetica forense pubblicati su riviste giuridiche internazionali, trae spunto dalla riapertura dell'indagine sul delitto di Garlasco per riflettere sull'arretratezza italiana in questo campo e sulle devastanti conseguenze. Intanto, la risposta che sembra ovvia alla domanda se la scienza abbia favorito l'accertamento della verità giudiziaria non è così scontata dal suo punto di vista.







